
L’IMMAGINAZIONE RISVEGLIATA
17/02/2025
- Magda di Renzo al CIPA Meridionale, 2025
- Il crepuscolo di Eros 2025 con Riccardo Mondo, Magda di Renzo, Mario Gullì e Ferdinando Testa
- Il crepuscolo di Eros, Riccardo Mondo al CIPA Meridionale 2025
Commento al seminario Crepuscolo di Eros a cura di Mapi Barracco Pellegrino
Ringrazio il CIPA, sede di Catania, e tutti i relatori per questo intenso seminario che ha saputo coniugare il mito con le tematiche contemporanee.
Il dr. Riccardo Mondo, che ha introdotto i lavori, ha focalizzato il suo intervento sugli aspetti «crepuscolari», intesi come espressione simbolica della fine di un ciclo e, di conseguenza, come preludio a un nuovo percorso verso l’avvenire.
«La dimensione crepuscolare», dice lo psicoanalista Mondo, «è una terra di mezzo in cui luce e ombra si confondono, e il mondo sembra sospeso tra il visibile e l’invisibile. Il tema centrale sul crepuscolo di Eros si manifesta – prosegue il dr. Mondo – «nello svuotamento del desiderio, nella caduta dell’energia libidica, nell’incapacità di sentire attrazione, slancio e partecipazione, e nei corpi che non rispondono più al richiamo dell’altro: una sessualità spogliata dal piacere o ridotta a un gesto privo di partecipazione d’anima.»
Dentro l’umbratile crepuscolo di Eros, il dr. Mondo ha evidenziato il tempo in cui l’amore arido si appiattisce, accompagnato dai rulli tecnologici dei cellulari e dall’incapacità di entrare in risonanza con l’altro. La citazione del libro «Politica della bellezza» di James Hillman ha evocato l’immagine dei giardini artificiali odierni, dei luoghi senza anima e della perdita di quel sentimento che accende Eros e il desiderio di bellezza dell’anima.
Brillante, impeccabile è stata la relazione della Dott.ssa Magda di Renzo, esperta analista dell’età evolutiva e di gravi forme di patologie giovanili. La psicanalista ha evidenziato come «la maggior parte dei disagi adolescenziali oggi si manifesti nel corpo e sia accompagnata da processi di mentalizzazione carenti. […] Il diverso rapporto con la sensorialità, la spazialità e la temporalità attivate dal digitale rendono disincarnato il corpo degli attuali adolescenti. […] Sono necessarie nuove pensabilità per conferire spessore ed eros al mondo disincarnato e de-oggettivizzato del digitale».
La dottoressa Di Renzo ha sollecitato una riflessione sulla condizione dei giovani, che si trovano in una profonda solitudine, con genitori che non riescono a monitorare adeguatamente i siti che frequentano e che, spesso, faticano a svolgere una funzione “contenitiva, rispecchiante ed emotivamente regolatrice”.
Facendo riferimento a una ricerca sui sogni di un gruppo di ragazzi, ha evidenziato come il mondo onirico giovanile sia privo di immagini di case e si caratterizzi dall’assenza del femminile e dalla presenza di un maschile violento.
La scissione poi tra la sfera affettiva e quella sessuale li confonde ulteriormente, osserva la dott.ssa Di Renzo, poiché impedisce l’integrazione di desiderio ed emotività, favorendo esperienze relazionali frammentate e una sessualità disincarnata.
La relazione del Dr. Mario Gulli, che ha chiuso la prima sessione del Seminario, ha aperto scenari complessi in ambito clinico, attraverso metafore e tematiche legate ai miti, allo Zarathustra di Nietzsche e all’archetipo di Estia.
Sul crepuscolo di Eros, le amplificazioni e le conclusioni magistrali del dottor Testa Ferdinando, hanno espresso un pensiero inerente alle “immagini”, al processo dialettico, al percorso di individuazione, al setting e alla funzione dell’analista. Dalla conoscenza dei “tipi psicologici” al controtransfert, dalla mente aperta all’impensabile, dall’esperienziale alle conoscenze teoriche, dall’Ombra allo sguardo interno – il dr. Testa ha offerto un pensiero fertile alla riflessione clinica.
Ha posto particolare attenzione sulla differenza tra agito e istinto, che rimanda alla complessità delle dinamiche psichiche. Nel contesto analitico, riconoscere tali sfumature diventa essenziale per cogliere correttamente i segnali del vissuto interiore del paziente ma anche quelli dell’analista.
In sintonia con le inquietudini del nostro tempo, il dr. Testa ha sottolineato la funzione della sensazione e del sentimento, il concetto titanico della sessualità , il teatro della mente di Resnik e l’assenza di memoria causata dagli stimoli che disturbano i piani emotivi.
Più volte ha citato Donald Winnicott e la teoria dell’esperienza primaria del bambino nel suo rapporto con la madre.
Ha concluso infine con il significato delle emozioni, con la dimensione dell'esperienza e della capacità immaginativa dell’analista, elementi che permettono la possibilità di avere una bussola e un'identità specialistica, per orientarsi nel processo terapeutico e per favorire, deo concedente, la comprensione profonda e la trasformazione del paziente.
Grazie a tutti e, in particolare, al dr. Dott. Riccardo Mondo che mi ha gentilmente ospitata.